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Biografia

Con “Sul nido del cuculo” Mario prosegue il suo discorso musicale che lo ha indicato come uno dei più qualificati eredi della tradizione dei cantautori di casa nostra, “…per questo disco presi letteralmente il titolo da un film che mi aveva impressionato molto (Qualcuno volò sul nido del cuculo, di Milos Forman) e anche la canzone omonina ha un contenuto estremo, parla di un tentativo di amore tra due personaggi cosiddetti diversi, che hanno dei problemi psichici, è una storia che ho immaginato in modo surreale, con le stelle che si accendono con un pulsante, come un presepe…..”
Questo album è stato il primo disco di Castelnovo ad avere un discreto successo all’estero, in Germania il pezzo che piacque di più fu “Gli occhi di Firenze” che uscì anche come singolo. In olanda invece andò molto “Via della luna”. Nei cori del disco cantava anche Mariella Nava, allora agli inizi. Fece una tournée con Mario esibendosi in uno spazio tutto suo, avendo così l’opportunità di far conoscere le sue canzoni.

Ultimo album per la RCA e ultimo disco di Castelnuovo in vinile “Come sarà mio figlio” uscì nel 1991, un lavoro che riassume 10 anni di carriera con l’aggiunta di tre pezzi nuovi. “I discografici volevano un’antologia di successi”, racconta Mario, “io invece, avevo una sorta di pudore per quei pezzi che erano riusciti di più, avrei voluto dare spazio a cose meno conosciute, ma non me l’hanno fatto fare”
Questo disco segnò l’inizio di una lunga collaborazione con Fabio Pianigiani, col quale incise altri due album. Fu un album che piacque e dal quale vennero anche tratti due video.

Unico disco con la Cetra “Castelnuovo” (1993) è forse il lavoro più duro di Castelnuovo, anche se questa parola riferita a Mario potrebbe far sorridere. Fu realizzato da Fabio Pianigiani, che con le sue esperienze rock stimolò molto Mario. La musica segue con eleganza lo svolgere delle varie liriche senza appesantire ma lasciando che si crei una simbiosi parole-musica in modo naturale. Nessuna forzatura nel caratterizzare i brani, infatti le chitarre di Pianigiani, la batteria di Lanfranco Fornari, il basso di Mauro Formica e i cori di Camilla Antonella e Sara non prendono mai il sopravvento ma fanno parte di un insieme sonoro in perfetto equilibrio.

Signorine adorateIl successivo disco “Signorine Adorate” fu inciso nel 1996 per un’etichetta tedesca (Jungle records), insieme a Pianigiani e a Maghenzani (allora produttore di Battiato), fu anche questo un lavoro minimalista in cui si è cercato di sfruttare certe possibiltià offerte dall’elettronica. Furono inseriti anche due brani registrati all’epoca di “Come sarà mio figlio”: “Il mago” e Salomè”. In Germania uscì, oltre all’album, il singolo “Ma vie je t’aime” comprendente tre canzoni tra cui “Così sia”, brano non incluso nell’edizione italiana ma ora disponibile di importazione. Tra i brani: “L’oro di Santa Maria”, un ringraziamento alla vita che Mario incise dopo alcune vicissitudini personali, “Lettera dall’Italia”, “Leggimi nel futuro”

Dopo Signorine adorate, oltre ad occuparsi della direzione artistica del festival Cant’Autori di Silvi Marina, che si tiene ogni anno a Silvi Marina, in provincia di Teramo, i primissimi giorni di Agosto, Mario ebbe due esperienze di collaborazione con artisti molto diversi tra loro. Una con Riccardo Fogli per l’album “Ballando” e l’altra è stata quella con Rick Wakeman, mitico tastierista degli Yes, e con Mario Fasciano, che hanno inciso un suo pezzo, in napoletano, intitolato “Stella bianca”, tratto da un racconto di Domenico Rea. È stata un’esperienza molto particolare, in cui si sono sposate la villanella napoletana del Seicento, la ballata inglese, i suoni rock di Wakeman e la scrittura di Mario Castelnuovo.

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