Compagnia d'arte scenica viaggiante
di Mario Castelnuovo
(2005)

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E donne... in Piazza del Pozzo è ritornato il pazzo! e le sue piume di struzzo, e tutta la compagnia.. non è, non è un mascalzone, ma manco stinco di santo, o seta di guanto è... Le signorine lo sanno, eppure gli vanno appresso già dall'ingresso in paese e lungo tutta la via, che lui le donne e conosce, e ha capito le entrate e pure le uscite,.. E poco prima dello spettacolo va sui tetti e mangia i gatti alla luna, come gli acrobati, la compagnia d'arte scenica viaggiante è quasi pronta, un istante, e poi si comincerà... E si segarono le colonne del teatrino per garantire l'inchino a tulle le autorità, la banda guadagnò lo spazio necessario e lo spettacolo a questo punto comincerà... oilì... oilà... se ne videro delle belle tutta la sera, compreso quelle che in prima fila lo sanno già che lui lo sa sputare il fuoco poi mangiarselo e farne palle di neve, e sa ballare com'è che ballano i ballerini, e sa cantare come i cantanti del festival, e poi sa illudere davvero, non come quelli che fanno sempre la verità... sul più bello del repertorio di poesia viene aggredito, di colpo, dalla malinconia, chissà cos'è, che sarà stato, ma sta di fatto che molla tutto e si squaglia via.. E donne... in Piazza del Pozzo se n'è già andato il pazzo! ma un giorno, un giorno qualunque, il pazzo ritornerà, lui è un capriccioso cavaliere errante che è alla ricerca infinita della felicità... oilì... oilà…

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